Igp, la pasta di Gragnano è protetta dalla Ue

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La Pasta di Gragnano è ufficialmente un prodotto Igp. Ieri ha conquistato a livello europeo l’Indicazione geografica protetta e, adesso, sarà tutelato da imitazioni e falsi. Lo ha annunciato la Commissione europea. La motivazione è chiara ed è un punto fondamentale del disciplinare: la pasta prodotta a Gragnano è «conosciuta per il metodo tradizionale in cui viene prodotta, con l’utilizzo di trafile in bronzo che le conferiscono una rugosità tale da permetterle di amalgamarsi in modo ottimale a salse e condimenti». L’ok era già arrivato da mesi per quanto riguarda il ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ma il via libera ufficiale al marchio comunitario ha dovuto attendere
il compimento del suo iter, cominciato nel 2005 e conclusosi ieri mattina. «Abbiamo raggiunto un traguardo straordinario – afferma Giuseppe Di Martino, presidente del Consorzio – grazie al nostro costante impegno e a quello delle istituzioni. La pasta di Gragnano – continua – sarà dunque tutelata contro qualsiasi uso ingannevole che possa indurre in errore il consumatore sulla sua vera origine.

L’Igp inoltre non dovrà essere visto solo come uno strumento di tutela, ma soprattutto come una leva di marketing per far apprezzare ancora di più questo prodotto in ogni parte del mondo». Con questo riconoscimento ufficiale, la nuova Igp sarà iscritta nello speciale registro della Commissione europea che protegge gli alimenti di alta qualità. I requisiti per esporre il marchio Igp sono i seguenti: la pasta deve essere prodotta all’interno del comune di Gragnano solo con semola di grano duro e acqua delle falde acquifere locali e utilizzando trafile in bronzo: l’essiccazione deve compiersi a una temperatura compresa tra i 40 e gli 80 gradi. Dopo il raffreddamento (entro 24 ore) la pasta deve essere confezionata sul posto,
senza subire spostamenti, in modo che il prodotto si conservi alla perfezione.

Un riconoscimento importante, dunque, per la pasta di Gragnano che negli ultimi due anni ha registrato (grazie all’attività dei 15 pastifici cittadini) un incremento di produzione di circa il 12%, abbattendo per la prima volta la barriera del 10% della produzione nazionale. Il comparto gragnanese inoltre impiega oltre 600 persone, ovvero il 5% del totale nazionale. La congiuntura di mercato è insomma indubbiamente favorevole: diversi pastifici gragnanesi hanno recentemente concluso importanti accordi con la grande distribuzione; la ristorazione si accaparra una fascia sempre più rilevante dell’offerta e le esportazioni negli ultimi sei mesi hanno registrato una crescita consistente.

Francesco Fusco

 

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