Storia della Città

Storia della Città

Gragnano, è un comune italiano di 29.771 abitanti della provincia di Napoli in Campania, conosciuta a livello europeo e nel mondo come la Città della Pasta. In Italia è infatti la città che produce ed esporta la maggior quantità di pasta, soprattutto maccheroni. Situata ai piedi dei Monti Lattari, in una posizione strategica, deve il suo nome che il nome di Gragnano derivi proprio dalla Gens Grania di origine romana che aveva vasti possedimenti nella zona, come del resto lo testimonia la tomba rinvenuta nel 1931 a Castello e su cui era incisa la seguente iscrizione:

hospes siste nisi molestum est
perspice monementum quod
sibi Publius filius Publi Granius
sibi suisque vivus fecit

vale a dire:
viandante fermati, se non ti dispiace,
ed osserva questa tomba che Publio Granio
figlio di Publio per se e per i suoi fece costruire.

Oltre alla Gens Grania anche altre nobili famiglie romane possedevano ville ed ampi “praedia” rustici, infatti nomi come Varano, Scanzano, Rovigliano, indicano tutti nomi di antiche famiglie della Gens Varia, Scandia e Robilia. La storia di Gragnano inizia da questa nobile gente che possedeva ville signorili in questo amenissimo luogo tra l’altro molto fertile e in cui si coltivavano la sacra spiga e la pregiata vite. La produzione della pasta, in particolare dei “maccaroni”, che ha reso famosa Gragnano nel mondo, risale alla fine del XVI secolo quando compaiono i primi pastifici a conduzione familiare. Gragnano era allora già famosa per la produzione dei tessuti (da qui piazza Aubry deve il nome popolare di “piazza Conceria”). La produzione dei maccaroni diventò veramente importante solo a partire dalla metà del XVII secolo quando la maggior parte dei gragnanesi si dedicò alla produzione della pasta. La produzione dell'”oro bianco” era ed è favorita da particolari condizioni climatiche, come una leggera aria umida che permette la lenta essiccazione dei maccaroni.

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L’industria pastaia venne aiutata da ben 30 mulini ad acqua, i ruderi di alcuni di questi si possono ammirare nella “Valle dei Mulini”. Intanto il settore dell’industria tessile entrava in crisi e chiuse definitivamente nel 1783 per una morìa dei bachi che bloccò la produzione della seta. Da allora i gragnanesi si dedicarono alla “manifattura della pasta”. L’epoca d’oro della pasta di Gragnano è l’Ottocento. In questo secolo sorsero grandi pastifici a conduzione non familiare lungo via Roma e piazza Trivione che diventarono così il centro di Gragnano. I pastifici infatti esponevano i maccheroni ad essiccare proprio in queste strade.

La produzione dei maccaroni non rallentò dopo l’Unificazione, anzi. Dopo il 1861 i pastifici gragnanesi si aprirono ai mercati di città come Torino, Firenze e Milano. La produzione della pasta raggiunse quindi l’apice. Gragnano addirittura ottenne l’apertura di una stazione ferroviaria per l’esportazione dei maccheroni che collegava Gragnano a Napoli e quindi all’intero Paese. Il 12 maggio 1885, all’inaugurazione erano presenti nientemeno che il re Umberto I e sua moglie, la regina Margherita di Savoia. Successivamente i pastifici si ammodernarono. Arrivò l’energia elettrica e con questa i moderni macchinari che sostituirono gli antichi torchi azionati a mano. Il Novecento fu però un secolo difficile per la città della pasta.

Le due Guerre Mondiali fecero entrare in crisi la produzione della pasta gragnanese che nel Dopoguerra dovette affrontare la concorrenza dei grandi pastifici del Nord Italia, che disponevano di capitali maggiori. Il terremoto del 1980 aggravò la situazione e ridusse il numero di pastifici a sole 8 unità. Nonostante i tanti problemi, Gragnano continua a essere la città della pasta. Oggi i pastifici puntano ad una produzione di qualità e propongono itinerari turistici alla scoperta della produzione di quella pasta che ha reso Gragnano famosa in tutto il mondo.