Itinerari enograstronomici

Nella famosa Città della Pasta è possibile vivere entusiasmanti esperienze di gusto ma non solo.

È molto suggestivo infatti fare una tappa presso i pastifici per vedere e vivere l’affascinante processo di lavorazione della pasta, degustare il prodotto con abbinamenti tipici e acquistare i prodotti del territorio.

Un appuntamento imperdibile è la rinomata Festa dei Maccheroni di settembre che si svolge in città ogni anno a Gragnano appunto, dove si celebrano fusilli, rigatoni, offerti in tutte le salse dai pastai gragnanesi, a cui è connesso l’allestimento di un Museo della Pasta a cadenza biennale al chiostro di San Michele Arcangelo in Via Santa Croce ove sono conservati gli attrezzi e le macchine indispensabili alla lavorazione, come le ventole, vari formati di trafile in bronzo e bilance di varia portata.

Obbligata è anche una sosta nelle pizzerie locali per gustare e gli impareggiabili panuozzi, pezzi di pane ripieni preparati con gli stessi ingredienti della pizza, gustosa invenzione dei pizzaioli gragnanesi e degustare il vino di Gragnano D.O.C.

Suggestiva poi è la visita nelle case vinicole della zona che da oltre quarant’anni imbottigliano vini alle pendici dei Monti Lattari e, grazie all’impegno degli operatori, questo piccolo, grande vino, rivive i fasti del passato e consente di riprovare intatte emozioni di altri tempi.

Ma non solo cibo a Gragnano: il territorio è tutto da scoprire, come la famosa Valle dei Mulini.
In pieno centro storico infatti, dietro il campanile della Chiesa del Corpus Domini, parte la strada della Valle dei Mulini, l’antica mulattiera, oggi lastricata in cubetti di pietra lavica, che conduceva ad Amalfi fin dal Medioevo. Lungo il torrente Vernotico, che la strada costeggia, erano attivi fino al secolo scorso 25 mulini ad acqua per la macina del grano. Per l’ importanza strategica dei suoi mulini, Gragnano subì molti assalti, soprattutto dai francesi. Nel 1764 nei mulini lungo la Valle furono macinati milioni di tomoli di grano, che corrispondono a un milione e centomila quintali.

I mulini furono poi soppiantati nell’ economia cittadina verso la fine del settecento, ma soprattutto nell’ottocento e nei primi decenni del novecento, dall’industria della pasta. Quest’ultima, adoperando il grano duro, invece del tenero necessario per il pane, riuscirono ad imporsi per una serie di motivi tra i quali l’ abbondanza di acqua pura, il clima leggermente ventilato e umido per la vicinanza del mare, e non ultimo, per la bravura delle maestranze, da secoli abituati a lavorare i derivati del grano, fino a farne un arte l’Arte Bianca.

A pochi chilometri dall’uscita autostradale di Castellammare e di quella di Gragnano sulla superstrada per Sorrento, si può quindi godere di un ambiente naturale incontaminato e ricco di reperti di archeologia industriale.

Chi visiterà la Valle, non potrà non raggiungere, a poche centinaia di metri, il Borgo medioevale di Castello (280 m.s.l.m.), ancora oggi immerso in un’atmosfera magica, come sospesa nel tempo, magari acquistando dai contadini qualche prodotto naturale di rara qualità, dal sapore antico, come le ciliegie, l’olio, il vino, i prodotti degli orti, le nocciole, le castagne e tanto altro.

Importante ancora la visita alla Chiesa romanica di Santa Maria Assunta antica di mille anni, e del retrostante Castello, atto costruire nella seconda parte del XI secolo da Roberto il Guiscardo, il principe normanno, che impadronendosi con l’astuzia della signoria di Amalfi, diede ordine di costruire altri 4 castelli, tra cui appunto quello di Gragnano, sul punto più alto di un borgo fortificato da tempo, per meglio difendere il ducato dalle mire dei longobardi.

Nel centro storico di Gragnano ci sono poi altri diversi monumenti di tipo religioso, i più importanti sono:

Chiesa di San Michele Arcangelo
Monumento che risale al 1306, quando fu adibito a monastero di benedettine; particolare in suo portale all’ingresso della chiesa.

Chiesa Collegiata del Corpus Domini
I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1555 e terminarono nel 1571. Al suo interno una tela dipinta da Francesco M. Russo, riconosciuta una tra le più grandi d’Europa, circa 400 mtq. L’attuale facciata è opera dell’architetto Camillo Ranieri, e le pareti della chiesa vennero arricchite, tra il 1870 e il 1872, di quadri descriventi immagini del antico e del nuovo testamento

Chiesa di San Giovanni Battista
Dopo il terremoto del 1803 fu oggetto di notevoli ristrutturazioni, e diventò la chiesa di ‘San Sebastiano’. La struttura è composta da una navata unica con quattro cappelle laterali dove sono conservate opere pittoriche.

Alcuni link utili

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